ASSOCIAZIONE ITALIANA DEI MAGISTRATI PER I MINORENNI E PER LA FAMIGLIA
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Luciano Spina: "Rilevazione e confronto sulle prassi degli Uffici giudiziari, in relazione ad alcuni nodi critici del diritto e della procedura civile minorile” (22.5.04)

Associazione Italiana dei Magistrati per i minorenni e per la famiglia

Aderente alla"Association Internationale des Magistrats de la Jeunesse et de la Famille

- Zona Nord -

 

Rilevazione e  confronto sulle   prassi degli Uffici giudiziari,  in relazione ad alcuni nodi critici   del diritto e della procedura civile minorile”

 

Introduzione

 

Il presente seminario di formazione si inserisce in un percorso di approfondimento che viene portato avanti da  tempo dall’Associazione e che scaturisce da una serie di ”spinte” che trovano nelle carenze normative che regolano la materia civile minorile la principale causa  che ha dato luogo a prassi di lavoro  diversificate fra i tribunali per i minorenni .

 

Tale storica carenza - come ci ha ricordato la collega Elisa Ceccarelli a Parma - è stata sempre segnalata negli anni dall’AIMMF e già dal 1987,  nel convegno tenutosi a Venezia organizzato da Paolo Dusi , si era cominciato a  discutere della procedura civile minorile, mentre nel 2000 la nostra Associazione si è impegnata nell’elaborazione di un complesso articolato di riforma.

 

La stessa esigenza si è  manifestata  riguardo all’esperienza dei procedimenti familiari avanti al Tribunale ordinario ( separazioni e divorzi), perchè anche il rito contenzioso ha mostrati da tempo i suoi limiti e le istanze in materia di affidamento dei figli, legate all’evoluzione delle relazioni familiari, non hanno trovato nel quadro normativo un riferimento adeguato alla nuova realtà.

 

Ciò ha portato nel 2002 l’ANM ad una rilevazione delle  prassi dei diversi tribunali italiani in materia di separazione e divorzio, all’esito della quale sono emerse difficoltà interpretative e difformità di prassi, con conseguenti soluzioni contrastanti ed è stata quindi segnalata  l’esigenza di un celere adeguamento normativo e la garanzia della più alta specializzazione del magistrato chiamato ad operare in questa materia.

 

Sulla scorta di tale precedente, anche la nostra Associazione,  si è fatta carico nella zona Nord, attraverso la proficua attivazione di tutte le sezioni locali , di  procedere ad una capillare rilevazione su alcune domande o tematiche individuate come rilevanti attraverso una prima ricognizione tra i soci.

 

E’ stato così predisposto il questionario che è stato trasmesso a tutti gli uffici giudiziari del nord Italia , i cui dati sono al momento corso di  acquisizione e di elaborazione. Mi preme  osservare  che al di là delle risposte che si stanno raccogliendo, il lavoro che è stato svolto è stato notevole e molto importante al fine di suscitare un primo momento di riflessione all’interno degli uffici, come una sorta di iniziale attività di autoformazione, con riscontri estremamente positvi.

 

Si è voluto però anticipare - ancora prima dei risultati della rilevazione - il confronto sui temi più generali individuati dai colleghi, per affrontare in modo costruttivo e diretto quell’esigenza che da tutti è sentita come ineludibile. In questa direzione siamo stati confortati dalla esperienza del seminario dello scorso anno sulla problematica riguardante l’intervento giudiziario in materia di minori stranieri, che è stato un momento intenso di riflessione operativa e non accademica, che ha portato in diversi casi  a delle modifiche  delle prassi giudiziarie ed amministrative in  diverse realtà locali e che è stata molto gradita tra i soci come ricco, ancorchè raro momento di confronto tra i magistrati minorili.

 

Anche quest’anno quindi, su temi diversi , si intende riproporre un analogo lavoro con lo scopo  di individuare prassi di lavoro condivise che risultino rispettose dei diritti di tutti i soggetti coinvolti nelle procedure civili minorili , in primo luogo i minori, o, quanto meno,  quello di verificare l’esistenza di  prassi “virtuose” che possano diventare  modello auspicabile di lavoro per gli altri Uffici giudiziari. Ciò nell’ambito di un dibattito franco e sereno che eviti qualsiasi rischio  “competizione”  e tentativo di apparire più “bravi” degli altri e che comunque si auspica possa continuare, anche se in questa sede non verranno immediatamente risolte tutte le questioni che sono state poste.

 

Un dibattito , riteniamo,    che possa  fornire un contributo di riflessione tecnico , oltre che interno alla stessa magistratura minorile ,  anche al dibattito politico in corso sulle riforme della giustizia minorile e alla luce delle recenti modifiche normative, come quella in tema di giusto processo ( modifica dell’art. art. 111 della Cost.), Convenzione di Strasburgo, nonché quella in tema di procedimento di adottabilità e di potestà e la  auspicabile introduzione della difesa tecnica obbligatoria nei citati procedimenti , per la quale anche quest’anno  vi è il rischio di un ulteriore slittamento ( sui diversi altri punti della procedura civile minorile che meritano un’attenzione immediata da parte del legislatore segnalo, per chi non lo avesse letto, l’editoriale di Piercarlo Pazè sul numero 1/2003 di “Minorigiustizia”).

 

I temi generali del confronto sono così stati individuati:

 

 - Adottabilità, adozione, idoneità

 

 - Ascolto del minore, allontanamento e affidamento eterofamiliare

 

 - Ruolo del P.M. nelle  procedure civili minorili

 

 - Giudici onorari: formazione e funzione  nei diversi procedimenti

 

 - Rapporti di collaborazione tra T.M. e servizi socio-sanitari

 

 

Su tali temi ciascun relatore porterà delle riflessioni scaturite dall’impegno operativo  nell’ufficio giudiziario a cui appartiene , con uno sguardo a quello che è la situazione de iure condendo, per poter rendere la successiva discussione all’interno dei gruppi un momento qualificante anche dal punto di vista della proposta politica associativa.

 

E’ sempre importante poi  approfondire  il confronto  sul significato e sulla pratica della specializzazione, per poter riaffermare e praticare un approccio  multidisciplinare alle complesse  questioni che si pongono all’attenzione quotidiana dei magistrati minorili . In questo momento storico non credo si accettare che la specializzazione dei T.M. può essere garantita solo dalla componente onoraria  della magistratura minorile, come ha affermato - forse un pò frettolosamente - la sentenza 303/03 della Corte Costituzionale, viste le conseguenze politiche che ne possono essere tratte da chi non ha a cuore la specializzazione  del giudice minorile.

 

E’ infine utile  ricordare che questa iniziativa  risponde alle direttive del CSM di avviare una formazione permanente dei magistrati minorili anche attraverso  momenti di incontro interdistrettuale, nel corso dei quali possano essere  messi a confronto le esperienze maturate e le prassi adottate nelle singole aree territoriali  (v. delibera C.S.M.  n. 788/2002 del 14.1.2002 ).Ciò anche dando una risposta concreta a quelle spinte che in questo periodo, attraverso la riforma dell’ordinamento giudiziario.

 

 



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