ASSOCIAZIONE ITALIANA DEI MAGISTRATI PER I MINORENNI E PER LA FAMIGLIA
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Chi ha paura dell'Adozione mite? (8.11.04)

La Sezione di Bari dell’Associazione italiana di magistrati per i minorenni e per la famiglia, con riferimento alla sperimentazione relativa all’adozione mite in corso presso il Tribunale per i minorenni di Bari ed al documento diffuso dall’Anfaa in data 19/10/2004, ha diffuso il seguente comunicato:

 

Chi ha paura dell’adozione mite? Perché l’Anfaa  non perde occasione per attaccare in tutte le sedi possibili l’adozione mite?

Eppure questa sperimentazione ha incontrato l’autorevole approvazione di molti consessi qualificati: dall’Osservatorio Nazionale per l’infanzia e l’adolescenza alla Commissione parlamentare per l’infanzia.

 

Eppure, nel corso di poco più di un anno (giugno 2003 – ottobre 2004), questa sperimentazione ha consentito – nel solo distretto di Bari – la dimissione dagli istituti assistenziali di ben 64 bambini e ragazzi, il rientro in famiglia di 24 di loro, l’affidamento familiare di 33, l’adozione di 7.  Ma l’Anfaa  sostiene che tutto ciò non è etico. Non è etico, cioè, agevolare l’uscita dei bambini dagli istituti, favorendo il loro rientro in famiglia. Non è etico realizzare - quando tale rientro non sia possibile – il diritto di questi bambini ad una famiglia sostitutiva. Non è etico offrire alle tante famiglie, che da anni attendono invano un’adozione legittimante, un nuovo percorso di accoglienza dei bambini e dello loro famiglie d’origine, quando non vi siano le condizioni per la dichiarazione di adottabilità. Non è etico che tali famiglie accolgano stabilmente quei bambini se il recupero della loro famiglia di origine non si realizza. Non è etico che assumano nei loro riguardi la legale responsabilità di genitori, cosa che è consentita da un’adozione non legittimante e non da un mero affidamento familiare.

 

Dispiace sinceramente che l’Anfaa continui a non rendersi conto che va emergendo in modo sempre più evidente il nuovo, serio problema costituito dalle centinaia di bambini che vivono in condizione di semiabbandono permanente, per i quali non può essere una risposta adeguata l’affidamento familiare, che per sua natura è temporaneo.

Dispiace che l’Anfaa continui a negare che questi bambini hanno diritto ad una tutela più efficace di quella che l’attuale normativa offre e non voglia invece realizzare una serena collaborazione nella ricerca faticosa e difficile di nuove strade idonee ad affrontare validamente tale problematica.

 

 

 Bari, 8.11.04                                                            Il segretario della sezione

                                                                                   dott. dott. Concetta Potito

 



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