ASSOCIAZIONE ITALIANA DEI MAGISTRATI PER I MINORENNI E PER LA FAMIGLIA
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Bambini, giochi, educazione

Dal quotidiano "l'Adige" del 7.8.03

Il monopolio dei bambini, di GIGI ZOPPELLO

L´impresa è impresa, va bene. Ma quando l´impresa è gestita dal presidente del consiglio, e minaccia il futuro della cultura dei nostri figli, vale la pena fermarsi a riflettere.

Ad esempio, quando la casa editrice Mondadori (sì, quella conquistata da Berlusconi con il famoso «lodo») acquista nel silenzio quasi totale degli intellettuali italiani il 70% della Edizioni Piemme.

Un po´ di storia: nata nell´ambito dell´editoria religiosa, Piemme... si è progressivamente dedicata a narrativa e saggistica, con un´attenzione specifica per l´editoria per ragazzi, settore nel quale, in particolare con il marchio «Battello a vapore» e una quota di mercato di circa l´11%, detiene una posizione di assoluto rilievo.

Ma soprattutto, Piemme era quasi l´unica casa editrice a poter far concorrenza al monopolio dell´editoria per bambini e ragazzi in Italia. Il fatto è che il mercato dei libri per bambini e ragazzi è l´unica fetta dell´industria libraria che gode di ottima salute. I numeri sono lì a dimostrarlo: con 2.044 titoli il mercato dei libri per ragazzi ha toccato l´anno scorso il punto più alto della fase ascensionale cominciata nel 1997 e rappresenta oggi più dell´11 per cento dei libri venduti in Italia (Rapporto annuale dell´Associazione Italiana Editori). Dopo la leggera flessione del 1999, si consolida così il continuo trend positivo. Dovuto sì al fenomeno Harry Potter, ma non solo. La maggior concentrazione editoriale è sempre nell´Italia settentrionale con l´84% dei titoli e il 74% degli editori.

Isola felice del mercato dei libri, l´editoria per ragazzi continua ad attirare anche un numero crescente di editori: 155, dopo lo stallo sotto i 130 durato per anni. Ma soprattutto si registra un´interessante ripresa delle opere made in Italy che sono arrivate al 50,03%, mentre negli anni scorsi erano ferme a una media del 45%. E ora, questa bella fetta di mercato è praticamente in una sola grande mano.

La rivista "Liber" (Libri per bambini e ragazzi) ha presentato un interessante rapporto sullo stato dell´editoria per ragazzi in Italia. Dall´indagine risulta che il dato generale sulle novità è in ascesa del 2,8%. L´articolazione del settore è così composta: 619 romanzi, 438 album, 299 libri-gioco, 115 fiabe e racconti, 62 titoli di teatro e poesia. Inoltre il 46% dei libri sono scritti da autori italiani, i rimanenti sono tradotti dall´inglese (22%), dall´americano (9%) e dal francese (8%).

Certo, riflette in un bell´articolo Annalena Valenti sulla rivista telematica «Tempi» ( www.tempi.it  ), rispetto ai processi di concentrazione che hanno recentemente segnato l´editoria dei cugini d´oltralpe, si tratta di ben poca cosa. Lì, con l´acquisizione delle attività editoriali di Vivendi da parte di Hachette-Lagardere, operazione che attende solo il nulla osta della Commissione presieduta da Mario Monti, si sta creando un monopolio editoriale (anzi missilistico-editoriale) di dimensioni mai viste. Nel solo settore libri potrà contare, con i suoi prestigiosi marchi, su una posizione di supremazia nell´editoria politica, produrrà i tre quarti dei libri tascabili e delle edizioni scolastiche e il 90% dei dizionari; distribuirà il 70% dell´intera produzione editoriale francese e sarà quindi in grado di diminuire a piacere il margine commerciale delle librerie, imponendo ad esse di privilegiare i libri del gruppo. «Di qua dalle Alpi - dice l´articolo - si percorre una strada diversa, per arrivare allo stesso risultato: l´omologazione delle idee. Qui si opera a valle, sul versante della concentrazione e integrazione dei punti vendita.

Mentre un discorso a se´ meriterebbe la oligopolistica condizione del mercato Gdo (5 editori che si spartiscono la torta in una situazione di trust oramai consolidato), vale la pena sottolineare il ruolo di assoluto predominio assunto dalle librerie della catena Feltrinelli che, con i suoi oltre 100 punti vendita (ha acquistato anche gli store Ricordi e Rizzoli) in continuo aumento, rappresenta il fenomeno più macroscopico di concentrazione e integrazione».

Ora un nuovo caso di concentrazione si profila proprio in un segmento «delicato», quello per bambini. Mondadori è già il leader per numeri di titoli pubblicati all´anno (317). Con il controllo di Piemme (circa 90 titoli all´anno), lascia la concorrenza a due soli marchi in grado di contrastarla: Fabbri e De Agostini, molto distanziati: insieme, pubblicano non più di 200 titoli all´anno.

Tutto ciò riguarda noi, i nostri figli, ed in definitiva il nostro futuro. Nel quale possiamo scegliere: avere un presidente del consiglio «controllore» della magistratura, di tutte le televisioni, del maggior gruppo editoriale, delle principali collane di libri per ragazzi, delle assicurazioni, della squadra di calcio campione d´Europa, della Lega Calcio... oppure no. Dite che non è un quesito culturale? E se non lo è questo, che altro?

La cultura è vita. «Un centesimo speso in cultura è un centesimo speso per le generazioni future» disse Lorenzo Dellai all´apertura del Mart. Ci ho messo del tempo, ma ho scoperto da dove l´ha presa questa bella frase: dalla prefazione di un libro di Luigi Meneghello.



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