ASSOCIAZIONE ITALIANA DEI MAGISTRATI PER I MINORENNI E PER LA FAMIGLIA
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Comunicato dell'AIMMF e dell'ANM sugli sviluppi dei lavori parlamentari relativi al progetto di soppressione dei tribunali per i minorenni (12.7.03)

COMUNICATO

L’Associazione Italiana del Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia, presa visione del decreto legge 24 giugno 2003 n. 147 recante “Proroga di termini e disposizioni urgenti ordinamentali”, che quasi surrettiziamente nel suo art. 15 proroga per la terza volta l’entrata in vigore del Titolo III Capo II della legge 28 marzo 2001 nr. 149, attesa invece per il 1° luglio 2003 e recante modifiche alla disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori;

con l’adesione dell’Associazione Nazionale Magistrati;

CONSTATA E DENUNCIA

- che ad oltre due anni dalla sua istituzione, avvenuta con l’art. 10 della legge 28.3.2001 n. 149, la figura del difensore d’ufficio del minore nel giudizio di adottabilità è ancora tutta da realizzare, mentre non risulta neppure messa allo studio la necessaria disciplina attuativa;

- che in tal modo vengono ancora una volta rinviate le modifiche processuali contenute nella predetta legge, volte ad assicurare maggiori garanzie alle parti e ad attuare anche davanti al giudice per i minorenni i principi costituzionali del giusto processo;

- che contrasta con tale ritardo l’accelerazione recentemente impressa al progetto governativo di abolizione dei tribunali per i minorenni, nel quale non è dato rinvenire alcun aumento di garanzie processuali per il minore e per i genitori;

- che per di più ciò avviene in concomitanza con la ratifica della Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli, la quale impegna gli Stati ratificanti ad introdurre precise garanzie procedurali e ad istituire l’avvocato del minore; nonché in prossimità dell’entrata in vigore di Regolamenti comunitari fortemente innovativi in materia di responsabilità genitoriale;

RIBADISCE

la sua convinta opposizione al progetto governativo di abolizione del tribunale per i minorenni, che finisce col disperdere un patrimonio di cultura giuridica e di specializzazione professionale maturato in settant’anni di attività e che non potrà in alcun modo essere sostituito;

CHIEDE

che per limitare o contenere un simile gravissimo danno, quanto meno:

- si attui una pausa di riflessione e di approfondimento, anche per un opportuno confronto con i sistemi di giustizia minorile delle altre realtà europee;

- si predetermini con legge l’organico dei magistrati delle istituende sezioni per la famiglia e per i minori, così come da tempo è stato fatto per le sezioni lavoro;

- si preveda un ufficio specializzato del Pubblico ministero con funzioni di promozione e di impulso processuale nella materia dei diritti dei minori;

- si valorizzi la figura del giudice onorario, in analogia con le tendenze in atto in molti altri settori della giustizia, e ciò: a) definendone con legge i modi di reclutamento e le competenze; b) prevedendone la presenza anche nei giudizi civili attinenti alla tutela della persona del minorenne; c) dando spazio a professionalità ingiustamente pretermesse dal testo attuale del progetto governativo, quali pedagogisti ed assistenti sociali;

AUSPICA

che la Presidenza italiana del Semestre europeo non debba coincidere con l’affossamento e la dispersione di preziose esperienze culturali e di generose energie professionali ed umane, ma segni il pieno adeguamento del sistema italiano di giustizia minorile alle regole del giusto processo e agli strumenti internazionali in materia di promozione e tutela dei diritti del minore, così come da tempo vanamente sollecitato da tutta la magistratura minorile associata.

Roma, 1° luglio 2003        



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