ASSOCIAZIONE ITALIANA DEI MAGISTRATI PER I MINORENNI E PER LA FAMIGLIA
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II Conferena Nazionale Avvocatura Magistratura - Lecce 30, 31 Maggio 1 Giugno 2003

II CONFERENZA NAZIONALE AVVOCATURA MAGISTRATURA

Lecce 30, 31 Maggio 1 Giugno 2003

QUALITA' DELLA GIUSTIZIA QUALITA' DEI SOGGETTI QUALITA' DEL SERVIZIO

 DOCUMENTO FINALE

Associazione Nazionale Magistrati ed Organismo Unitario dell'Avvocatura, nel ripercorrere la strada del confronto già intrapresa in più occasioni e, in particolare con la organizzazione della I Conferenza nazionale Avvocatura/Magistratura "sulle priorità della giustizia, dall'efficienza all 'effettività", concordano nel ritenere che la grave crisi che affligge il sistema giudiziario sia riconducibile a molteplici fattori, che devono essere affrontati dal legislatore in maniera organica, evitando interventi settoriali, scoordinati e lontani da una visione d'insieme, che sola può consentire un ripristino di efficienza, nel rispetto dei principi del novellato articolo 111 della Costituzione.

Appare dunque necessario che il tema giustizia sia affrontato come priorità da parte delle Istituzioni e che l'azione politica sia diretta a migliorare la qualità del sistema attraverso una azione incisiva sotto il profilo della preparazione e formazione dei soggetti della giurisdizione, dell' organizzazione e delle strutture, reperendo i mezzi finanziari necessari . In questa azione, punto di riferimento imprescindibile è costituito dal messaggio inviato dal Capo dello Stato, che ha più volte segnalato la necessità di affrontare le questioni relative alla giurisdizione con la necessaria prudenza, evitando uno scontro di natura istituzionale che pone in discussione i principi fondamentali della democrazia, delegittima i soggetti della giurisdizione, e lede gravemente i diritti e le aspettative dei cittadini.

Avvocatura e Magistratura sono pronte a confrontarsi con il Governo ed il Parlamento mettendo a disposizione non solo la propria esperienza tecnica, ma anche il patrimonio di studio, di analisi e di approfondimento che le proprie rappresentanze hanno accumulato in anni di attività per assicurare che le riforme legislative siano non solo adeguate ma anche saldamente ancorate agli attuali assetti costituzionali.

ANM ed OUA ritengono che il confronto ed il dialogo tra la magistratura e l' avvocatura debbano ispirarsi alla difesa del valore della giurisdizione. Le due categorie dovranno collaborare per individuare le incongruenze ed i vizi del sistema giudiziario, nonché le priorità d'intervento, partendo da una attenta rilevazione dello stato di funzionalità e produttività degli Uffici giudiziari quale indispensabile premessa per qualsiasi intervento riformatore.

A tal fine ANM ed OUA si fanno promotori della realizzazione di un OSSERVATORIO PERMANENTE SULLA SITUAZIONE DEL SISTEMA GIUDIZIARIO ITALIANO, che veda la collaborazione di tutte le componenti Associative della Avvocatura e della Magistratura.

Attraverso il reperimento e la verifica dei dati relativi ai carichi di lavoro ed un' analisi sulla tipologia delle controversie pendenti, attraverso il confronto aperto con gli Enti Locali e la Società civile nella individuazione delle difficoltà di rapporto tra domanda giudiziaria e livello di risposta negli uffici, potranno essere elaborati i parametri tipici del servizio giustizia, da utilizzare per qualsiasi intervento di riorganizzazione delle circoscrizioni giudiziarie.

Selezione di accesso

Sotto il profilo della esigenza di formazione obbligatoria degli operatori del settore, Associazione nazionale magistrati ed Organismo Unitario dell' Avvocatura ravvisano la necessità di un confronto aperto con il Mondo Universitario per rimodulare i piani didattici, le modalità di svolgimento, i meccanismi di selezione e di accesso alle SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE POST LAUREAM (es. "scuole Bassanini").

Occorre, sotto questo profilo, ribadire la necessità che tali scuole diventino effettivamente una sede utile di formazione di avvocati e magistrati e non uno strumento per la selezione preventiva dei magistrati sottratto al naturale controllo del C.S.M. oltre che in intrinseca contrapposizione al dettato dell'art. 106 Costituzione.

L'accesso alla professione forense

Un percorso di formazione obbligatoria che preveda momenti di verifica, moduli di interazione tra coloro che si accostano alla giurisdizione, e che veda la possibilità di un tirocinio articolato del giovane praticante anche presso gli uffici giudiziari, consentirà di accedere agli ordini forensi. La frequenza del giovane nello studio legale ed il controllo dell'Avvocato, consentiranno l'apprendimento dei principi deontologici oltre che delle nozioni teoriche e pratiche necessarie.

Valutazione della professionalità e formazione permanente dei magistrati

Va auspicata una profonda rivisitazione dell'attuale sistema delle valutazioni di professionalità dei magistrati che, rispettando il modello di giudice descritto dalla costituzione come potere diffuso e non gerarchico, miri ad individuare le effettive attitudini di ciascun magistrato a svolgere determinate funzioni, ivi comprese quelle direttive, attraverso la creazione di standards medi di valutazione specifici, attendibili e verificabili oggettivamente. Il tutto nel circuito dell'autogoverno e con l'ausilio di fonti di conoscenza provenienti anche da soggetti esterni alla giurisdizione. Appare necessario recuperare elementi di valutazione attraverso momenti di verifica incisivi e frequenti (incompatibili con lo strumento concorsuale), che accertino la qualità e quantità del lavoro svolto dal magistrato, non solo in riferimento ai canoni di preparazione tecnico-giuridica, ma anche di produttività, tempestività, adeguatezza e capacità gestionale. Si esprime dunque apprezzamento per l'azione del C.S.M. che, attraverso l' attività di formazione, svolta in maniera sistematica e diffusa compatibilmente con le limitate risorse economiche, ha consentito di affinare elementi di conoscenza attitudinali, predisponendo corsi di riqualificazione anche per il mutamento delle funzioni. Si auspica in prospettiva la creazione di una scuola della magistratura che, pur dotata di autonomia finanziaria e didattica, sia riconducibile nelle sue linee di orientamento scientifico alle direttive del C.S.M.

Le risorse economiche

Nessuna vera riforma è possibile senza lo stanziamento di adeguate risorse economiche. Al riguardo, l'orientamento ultraventennale dei governi che si sono fin qui succeduti non ha mai consentito di investire nel settore giustizia, che ne ha pesantemente risentito ed oggi ne sconta le negative conseguenze. Investire nella giustizia significa, in realtà, garantire risorse appropriate all'intera Società e consentire un armonico sviluppo economico, poiché è indubbio che l'inefficienza della giustizia e la lunghezza del processo abbiano effetti devastanti sull'intero tessuto sociale.

Ufficio del giudice

Avvocatura e Magistratura sono concordi nel ritenere che un grosso contributo allo snellimento dell'iter processuale possa venire dalla costituzione dell'ufficio del Giudice, inteso come struttura di supporto al lavoro del magistrato, alla quale demandare tutte le incombenze diverse dalle tipiche attività giurisdizionali. Ciò al fine di recuperare efficienza e celerità nella definizione dei processi Le persone che lo andranno a costituire dovranno ovviamente avere una specifica formazione giuridica.

Valutazione di professionalità degli avvocati

La qualità della giustizia dipende anche dalla qualità professionale e deontologica di tutti gli operatori del settore, quali avvocati, personale di cancelleria ed altri ausiliari del Giudice, la cui azione deve essere adeguata ai livelli di preparazione e responsabilità dell'attività giudiziaria svolta. Questo obiettivo appare raggiungibile solo attraverso la predisposizione di percorsi di selezione, di accesso e di aggiornamento della professionalità, basati sulla frequenza obbligatoria di Corsi teorico-pratici o su equivalenti attività di formazione.

I Giudici della persona

La crescente complessità e trasformazione della società impone di attribuire maggiore attenzione alle istanze ed alle aspettative di talune categorie di cittadini particolarmente deboli e pertanto meritevoli di una tutela rafforzata. Va dunque riconosciuto il valore della specializzazione in settori di intervento giudiziario che presentano specifiche peculiarità, come quello minorile e della sorveglianza. Tale riconoscimento passa per una maggiore diffusione sul territorio del giudice specializzato che salvaguardi l'autonomia dell'ufficio o l' esclusività delle funzioni giudiziarie svolte, e il contributo di sensibilità e competenze diverse, che concorrono a realizzare compiutamente le finalità di tutela e recupero cui istituzioni devono ispirarsi.

La formazione forense

Il conseguimento d'uno standard qualitativo adeguato richiede un percorso formativo rigoroso, che prenda le mosse da studi universitari che debbono creare innanzitutto la categoria del giurista e, successivamente, specializzare chi intenda dedicarsi alla professione forense. Solide basi formative, unite ad un aggiornamento permanente, comportano una migliore capacità di risposta alle esigenze della società che si evolve. Nella nuova ottica della giustizia intesa come servizio, sarà doveroso prevedere percorsi formativi comuni tra avvocati e magistrati, finalizzati anche all'approfondimento d'una condivisa cultura della giurisdizione.

La Magistratura Onoraria

Pur esistendo sul tema sensibilità diverse, entrambe le categorie concordano nel ritenere imprescindibile una totale ridefinizione dell'istituto della magistratura onoraria, per armonizzarne le varie figure esistenti e dotarle di maggiori capacità e professionalità. L'opera di revisione dovrà necessariamente partire dai criteri di reclutamento, che dovranno prevedere l'accesso ai soli soggetti qualificati. Dovrà altresì prevedersi sia una specifica formazione iniziale, sia un appropriato aggiornamento permanente, sia la temporaneità dell'incarico, che costituisce carattere intrinseco di ogni ufficio onorario.

La separazione delle carriere

Permangono forti divaricazioni, allo stato inconciliabili, sul tema della separazione delle carriere tra giudici e P.M. Il confronto non deve sul punto essere abbandonato. Al momento può concordarsi nell'affermare che l'attuale sistema di separazione delle funzioni appare insoddisfacente e deve essere rivisitato prevedendo forme di incompatibilità territoriale, senza naturalmente incidere sulla indipendenza ed autonomia del magistrato-pubblico ministero, da ritenersi irrinunciabile acquisizione condivisa.

Informatizzazione

E' emersa piena condivisione sulla necessità che sia completata l'opera di informatizzazione degli Uffici giudiziari sull'intero territorio e di addestramento del personale addetto. Si rende, pertanto, indispensabile un sostanziale investimento di risorse umane ed economiche, anche perché, a lungo termine, l'utilizzo degli strumenti informatici consentirà un risparmio nelle spese di gestione dei processi ed un incremento della produttività.

Organizzazione giudiziaria decentrata

Si auspica un maggior coinvolgimento degli Enti locali nel miglioramento dell'organizzazione giudiziaria. A tal fine, sul piano delle risorse, un ruolo importante possono svolgere le Regioni, non solo nell'edilizia giudiziaria, ma anche nel campo della formazione, con riferimento, ad esempio, ad importanti innovazioni quali, l'Ufficio del giudice.



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