ASSOCIAZIONE ITALIANA DEI MAGISTRATI PER I MINORENNI E PER LA FAMIGLIA
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E’ necessaria una reazione culturale per la tutela dei diritti dei minori (30.11.13)

E’ necessaria una reazione culturale per la tutela dei diritti dei minori

 

di Pino Spadaro*

 

   La solidarietà ricevuta in questi giorni rispetto alle affermazioni di recente ripetute da un ex magistrato del Tribunale per i minorenni di Bologna in una intervista al settimanale Panorama (v. documento AIMMF sul caso)  ha evidenziato con efficacia e precisione alcuni punti dell'intervista in cui inesattezze, forzature e falsità emergono "ictu oculi" e dimostrano la natura delegittimante e offensiva dell'intero "pezzo" giornalistico; le loro parole ci rincuorano della comune valutazione che anche al TM di Bologna  è stata fatta sulla intervista.    

 

   Abbiamo poi apprezzato la forte presa di posizione della giunta distrettuale dell’ANM e della assemblea generale dell’AIMMF soprattutto perchè siamo convinti che si è trattato di difendere la Giurisdizione e i diritti dei più deboli. Per le medesime ragioni stiamo valutando la possibilità di esercizio di un'azione legale da parte dei giudici bolognesi (onorari e togati). 

 

   Ho, tuttavia, la sensazione che il danno sia già stato fatto e sia davvero difficile porvi rimedio. Nell’arco di pochi giorni si sono verificati all'interno del tribunale ben due gravissimi episodi di minacce ed aggressioni fisiche nei confronti di un funzionario amministrativo e di due giudici togati ritenuti “responsabili” di pretese ingiustizie; una collega è attualmente sottoposta a misura di protezione per l’evidente esposizione a rischio e altro collega ha subito pesanti minacce da un padre che ha fatto chiaro riferimento all’articolo in questione.

 

   Sappiamo che una bugia ripetuta più volte, a maggior ragione se propalata su carta stampata o media a grande diffusione, rischia di essere percepita come verità, distruggendo con poche frasi il  lungo e faticoso lavoro dei servizi sociali, una preziosa ricerca di collaborazione, i percorsi di  sostegno alla genitorialità,  la credibilità della magistratura. Come ha scritto la GO Elena Buccoliero in una sua recente mail "il discredito che viene gettato, sui TM come sui servizi, sulle comunità ecc., riduce pesantemente la possibilità di costruire rapporti di fiducia indispensabili per intervenire sulle relazioni".

 

   Dunque, al di là delle possibili e forse necessarie azioni legali, ciò che comunque resta indispensabile è non deflettere dal nostro impegno per la tutela dei diritti dei minori -in conformità ai principi costituzionali, alle convenzioni internazionali e alle norme di legge- e  per la salvaguardia della credibilità delle istituzioni deputate a tale scopo, costruendo una forte reazione culturale condivisa che sappia smascherare le falsità, comunicare all'esterno le difficoltà del nostro lavoro ma anche le soddisfazioni per i risultati positivi.

 

   Nelle realtà come la nostra questa "rivincita culturale" si fonda in gran parte sul rispetto delle norme deontologiche per la cui violazione non sono previste sanzioni formali, ma, come è stato detto, dovrebbe operare una sanzione informale, ma non meno significativa: "la disapprovazione dell’ambiente professionale di appartenenza".

 

   Presiedo questo Tribunale dal 16 settembre 2013, è per me un grande onore, percepisco un carico di responsabilità enorme, avverto il dovere di difendere il mio tribunale, i miei giudici onorari e togati, tutti i miei collaboratori. Stiamo facendo di tutto per migliorare il servizio che intendiamo offrire all’utenza. Ho il potere/dovere di vigilanza sull’operato del mio ufficio e, chi mi conosce, sa bene che non esiterò ad accertare e denunziare eventuali “errori” commessi qualora mi venissero ufficialmente trasmesse serie e fondate segnalazioni, ma ho anche l'obbligo morale, oltre che istituzionale, di difendere la “Giurisdizione” e la Giustizia minorile cui appartengo.

 

   Chiudo con un pensiero di un grande Maestro (Piero Calamandrei, in Elogio di un giudice scritto da un avvocato) che già nel 1935 ricordava:  "Al giudice occorre più coraggio ad essere giusto apparendo ingiusto, che ad essere ingiusto apparendo giusto".

 

Bologna, 28 novembre 2013

 

 

* Presidente del Tribunale per i minorenni dell’Emilia Romagna

 

 

 

 

 

 

 



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